Egon Schiele 1890 – 1918

BIOGRAFIA DI Egon Schiele 1890 – 1918

Egon Schiele nasce a Tulln an der Donau, in Austria, il 21 febbraio 1890. Fin da giovane, mostra un talento eccezionale per il disegno e la pittura. A soli 15 anni, entra a far parte della classe di pittura di Gustav Klimt all’Accademia di Belle Arti di Vienna. L’influenza di Klimt è determinante per la formazione di Schiele, che ne assimila la tecnica e l’attenzione alla figura umana, pur sviluppando uno stile più audace e personale.

L’Espressionismo e la ricerca di autenticità

Schiele si distacca presto dallo stile ornato di Klimt, attratto dall’Espressionismo e dalla sua ricerca di autenticità. Esplora temi come la sessualità, la psiche umana e la morte con crudo realismo, spesso deformando i corpi e accentuando la loro vulnerabilità.

Opere e stile: Espressione nuda e carica emotiva (1912-1918)

Opere iconiche e soggetti controversi

Tra le sue opere più celebri si ricordano:

  • “Autoritratto con papavero e berretto alla marinara” (1911): un’immagine iconica che rappresenta l’artista con sguardo penetrante e atteggiamento provocatorio.
  • “La famiglia” (1912): un ritratto di famiglia che sconvolse la società viennese per la sua rappresentazione cruda e anticonvenzionale.
  • “Morte e la fanciulla” (1915): un’opera carica di simbolismo che esplora il tema della morte e della mortalità.

L’uso audace del colore, la linea espressiva e la deformazione dei corpi caratterizzano lo stile di Schiele, che si inserisce pienamente nell’Espressionismo viennese.

Scandali e censura

Le opere di Schiele, spesso considerate scandalose e provocatorie, suscitarono forti reazioni. Nel 1912 fu arrestato con l’accusa di aver corrotto minorenni, anche se le accuse furono poi ritirate. L’artista fu comunque costretto a trasferirsi a Neulengbach.

Morte e eredità: Un genio incompreso (1918)

La tragica scomparsa

Nel 1918, durante la pandemia di influenza spagnola, Schiele e sua moglie Edith, incinta, si ammalarono gravemente. Entrambi morirono a pochi giorni di distanza, lui il 31 ottobre e lei il 28, a soli 28 anni.

Un’eredità inestimabile

Nonostante la sua breve vita e la morte prematura, Egon Schiele lasciò un’eredità artistica inestimabile. Le sue opere, inizialmente osteggiate e incomprese, sono oggi considerate capolavori dell’Espressionismo e riconosciute per il loro valore intrinseco e la loro capacità di sondare le profondità dell’animo umano.

Egon Schiele rimane un artista controverso e affascinante, la cui opera audace e carica di emotività continua a sfidare le convenzioni e a suscitare riflessioni profonde. La sua eredità artistica vive ancora oggi, ispirando generazioni di artisti e appassionati d’arte.

Egon Schiele nasce a Tulln an der Donau, in Austria, il 21 febbraio 1890. Fin da giovane, mostra un talento eccezionale per il disegno e la pittura. A soli 15 anni, entra a far parte della classe di pittura di Gustav Klimt all’Accademia di Belle Arti di Vienna. L’influenza di Klimt è determinante per la formazione di Schiele, che ne assimila la tecnica e l’attenzione alla figura umana, pur sviluppando uno stile più audace e personale.

L’Espressionismo e la ricerca di autenticità

Schiele si distacca presto dallo stile ornato di Klimt, attratto dall’Espressionismo e dalla sua ricerca di autenticità. Esplora temi come la sessualità, la psiche umana e la morte con crudo realismo, spesso deformando i corpi e accentuando la loro vulnerabilità.

Opere e stile: Espressione nuda e carica emotiva (1912-1918)

Opere iconiche e soggetti controversi

Tra le sue opere più celebri si ricordano:

  • “Autoritratto con papavero e berretto alla marinara” (1911): un’immagine iconica che rappresenta l’artista con sguardo penetrante e atteggiamento provocatorio.
  • “La famiglia” (1912): un ritratto di famiglia che sconvolse la società viennese per la sua rappresentazione cruda e anticonvenzionale.
  • “Morte e la fanciulla” (1915): un’opera carica di simbolismo che esplora il tema della morte e della mortalità.

L’uso audace del colore, la linea espressiva e la deformazione dei corpi caratterizzano lo stile di Schiele, che si inserisce pienamente nell’Espressionismo viennese.

Scandali e censura

Le opere di Schiele, spesso considerate scandalose e provocatorie, suscitarono forti reazioni. Nel 1912 fu arrestato con l’accusa di aver corrotto minorenni, anche se le accuse furono poi ritirate. L’artista fu comunque costretto a trasferirsi a Neulengbach.

Morte e eredità: Un genio incompreso (1918)

La tragica scomparsa

Nel 1918, durante la pandemia di influenza spagnola, Schiele e sua moglie Edith, incinta, si ammalarono gravemente. Entrambi morirono a pochi giorni di distanza, lui il 31 ottobre e lei il 28, a soli 28 anni.

Un’eredità inestimabile

Nonostante la sua breve vita e la morte prematura, Egon Schiele lasciò un’eredità artistica inestimabile. Le sue opere, inizialmente osteggiate e incomprese, sono oggi considerate capolavori dell’Espressionismo e riconosciute per il loro valore intrinseco e la loro capacità di sondare le profondità dell’animo umano.

Egon Schiele rimane un artista controverso e affascinante, la cui opera audace e carica di emotività continua a sfidare le convenzioni e a suscitare riflessioni profonde. La sua eredità artistica vive ancora oggi, ispirando generazioni di artisti e appassionati d’arte.

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